domenica 1 novembre 2009

quando la vita ti chiama..e quando no!

Ci sono giornate che proprio ti pare che stare in casa dei tuoi genitori sia come stare in un circo e ti senti come un clown che dovrebbe fare ridere ed invece fa più piangere che altro. Crescendo i malumori si moltiplicano e con essi le esigenze di ciascuno, com'è ovvio e scontato che sia. Ma se a crescere sotto lo stesso tetto sono persono con età fertile superiore all'adolescenza, allora ci si cozza contro, e generazioni con manie ed abitudini diverse non riescono più a convivere.
I genitori dovrebbero capire che i figli devono prendere la propria strada e non piangersi addosso perché li si stà lasciando. E soprattutto non piangersi addosso perché restano loro due da soli e "cosa vuoi che facciamo io e la mamma sa soli? Pensa che bello!", facendoti sentire quasi in colpa perché hai voglia di farti una vita con l'uomo che hai deciso di sposare (prima o poi, lavoro permettendo). Beh, a me i sensi di colpa non vengono ma a mia sorella si, e come può una ragazza di 31 anni pensare ancora a non ferire e genitori invece che crearsi una sfida nuova in un'altra casa, con persone della sua stessa età e con le stesse esigenze?

Capita che non riesca a stare da sola cinque minuti a scrivere senza che qualcuno mi chiami da fuori la mia stanza; e allora penso, chissà che arrivi il lavoro e possa andare ad avventurarmi verso qualcosa di mio e che non mi tratta come una bambina a vita!, perchè per quanto vecchia sei per i tuoi resterai sempre una bambina che non è capace di fare niente se non accompagnata per mano. Sogno di evadere e tornare a milano, dove lavoravo e mantenevo in ordine un appartamento ed ero felice perché badavo a me stessa senza rendere conto a nessuno. Ora mi pare che senza un lavoro non ho un gran senso a questo mondo; non è giusto e lo sò, ma alzarsi la mattina per pulire e cercare annunci quando potrei invece guadagnare qualche soldo e trasferirmi dal mio fidanzato mi par tempo perso!
..Mi chiamano, ancora..

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